Tarocchi e architettura, mondi di luci e ombre

Che mondo sarebbe se l’architetto, prima di realizzare un nuovo progetto, leggesse i tarocchi al cliente?
Forse si potrebbe dare una sbirciata al futuro del cantiere o semplicemente conoscere un po’ l’animo della persona a cui si progetta casa.
Sicuramente c’è chi lo apprezzerebbe e chi scapperebbe a gambe levate, ma tra scettici e veri amanti dell’esoterismo, non c’è dubbio che i tarocchi creino un’ aura di mistero e curiosità.
L’architettura stessa è spesso imbevuta di magia, rimandi all’arcano e ad un sapere elitario. Basti osservare le grandi cattedrali medievali come il Duomo di Milano e Notre Dame de Paris, i palazzi dei grandi signori del passato o anche l’urbanistica stessa di una città come quelle di Torino e Washington, ma anche esempi più recenti, come il famoso Giardino dei Tarocchi di Capalbio.

 

 

Architettura ed esoterismo sono strettamente legati.

 

 

I tarocchi sono carte antichissime, forse risalenti addirittura al tempo degli antichi Egizi, strettamente legate a tutto il mondo esoterico. Già in uso durante Medioevo e Rinascimento, i tarocchi ritornano in auge grazie al ritrovato interesse per l’occulto e la magia del XVII secolo. Grazie al loro utilizzo nei tempi odierni, si potrebbe pensare che siano sempre stati legati alla cartomanzia o alla divinazione, ma in realtà erano anche spesso utilizzati come semplici carte da gioco.

 

Le figure rappresentate, i nomi e la lettura dei tarocchi possono variare a seconda delle diverse tecniche. Esistono infatti vere e proprie “scuole” di lettura dei tarocchi, come quella francese e inglese.
Troviamo soprattutto diverse tipologie, come i Tarocchi di Marsiglia, i più conosciuti, ma anche i bolognesi, i siciliani, diversi l’uno dall’altro per illustrazioni e numerazioni. Alcuni mazzi di tarocchi sono riccamente decorati, miniati, con rappresentazioni terribili e meravigliose, ma rimane il fatto che siano inevitabilmente affascinanti.

 

 

 

Il tipico mazzo di tarocchi è composto da un mazzo di carte tradizionali divise in semi a cui si aggiungono 21 carte dette Trionfi e una carta singola detta Il Matto. Il mazzo di carte tradizionali è diviso in quattro semi di 14 carte, dall’asso al dieci, più quattro figure: Re, Regina, Cavaliere e Fante. I Trionfi sono generalmente illustrati con figure umane, animali e creature mitologiche e sono numerati da 0 a 22. Nella terminologia introdotta dalle teorie esoteriche i Trionfi e il Matto sono detti collettivamente arcani maggiori, mentre le altre carte sono dette arcani minori.

 

I tarocchi e l’architettura rimangono due sistemi distinti, ma con molti punti in comune.
Entrambi vivono di luce ed ombra, ordine e caos, divulgatori di messaggi e credenze, ma soprattutto grandi dispensatori di risposte.

 

Data la tendenza nei secoli nel rivisitare e reinterpretare i tarocchi, 23bassi ha unito questi due mondi, grazie alla consulenza di Valentina Divitini aka Malapuella. É stato realizzato un mazzo di 78 carte interamente dedicato all’architettura italiana. Tutti i tarocchi, sia arcani maggiori che minori, sono ispirati a palazzi, piazze, monumenti sparsi per l’Italia, avvolti dalla magia di queste famose carte, ma con un carattere pop. I tarocchi dell’architettura possono essere utilizzati per qualsiasi tipo di lettura e sono tutti da scoprire.
Una piccola anteprima di alcuni tarocchi dell’architettura messi a confronto con quelli più tradizionali, sarà d’aiuto nell’interpretazione e scoperta di queste carte sorprendenti:

 

 

La Ruota della Fortuna

 

                                                                                  

La ruota della fortuna simboleggia la trasformazione e il destino.

 

Lo stesso movimento circolare della ruota rappresenta il passaggio attraverso un cambiamento importante. Il suo messaggio è quindi quello di essere attenti nel prendere delle scelte, che preannunciano una realizzazione o un successo. I magnifici rosoni italiani si prestano perfettamente alla simbologia della ruota. Il Duomo di Larino, capolavoro di influenze romaniche e gotiche, conserva oggi un rosone d’eccezione, arricchito da colonnine, modanature e splendide decorazioni. Un’opera del poco conosciuto Molise, viene riproposta in questa carta legata al fato e all’arrivo di mutamenti positivi. Sarà forse di buon auspicio?

 

Gli innamorati

 

                                                                                  

 

Gli innamorati hanno la forza dell’amore e la determinazione.

 

Questa carta simboleggia prima di tutto l’amore, la passione e la leggerezza, ma non solo. Rappresenta soprattutto una scelta o una decisione, da prendere senza esitazione o illusioni. La prudenza sicuramente riassume il messaggio di questo tarocco, incitando a non dimenticare il contatto con la realtà. La coppia di nuraghi della Sardegna ripropone, come in un abbraccio di pietra, i due amanti uniti in questa potente carta.

 

Il Papa

 

                                                                                               

 

Il Papa rappresenta la guida e la protezione.

 

Quinta carta del mazzo dei tarocchi, il Papa evoca confidenza, benevolenza e stabilità. Simboleggia anche la saggezza e il consiglio, che spesso accoppiata ad altre carte può cambiare la lettura in modo significativo. I tarocchi dell’architettura ripropongono il palazzo dei Papi di Viterbo nelle sue forme e geometrie gotiche. Un luogo che un tempo ospitò le più importanti guide spirituali e un palazzo di potere che troneggia ancora nella piccola città laziale.

 

La Torre

 

                                                                                                       

 

La Torre è la carta del cambiamento improvviso.

 

Arcano maggiore che simboleggia un mutamento radicale e rapido, ma anche crisi e rotture. Avverte non solo di un crollo, ma anche di una ricostruzione successiva. Una carta forte che ci mette di fronte alle sfide del nostro presente, ma che può anche annunciare un vero e proprio colpo di fulmine!
La Torre Malatestiana è un perfetto esempio di torre rinascimentale, costruita secondo un gusto riscoperto per l’antichità che ritroviamo nelle Marche. La Torre è la carta ad hoc per un’architettura della potente famiglia Malatesta, che ha indubbiamente portato cambiamenti improvvisi nel Rinascimento italiano.

 

 

di Giacomo Bassi

 

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