Portare un pezzo di Seoul dentro una stazione italiana.
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Per il nuovo temporary store Yepoda a Bologna Centrale, 23Bassi parte da un’immagine che appartiene alla quotidianità coreana più che al mondo tradizionale della cosmetica: il convenience store.
Piccoli negozi sempre accessibili, scaffali pieni, frigoriferi illuminati, packaging colorati e prodotti ordinati in modo immediato.
Il progetto prende questo linguaggio e lo trasferisce nel beauty retail.
Il risultato è un temporary store compatto, fresco e molto riconoscibile, nel quale skincare e make-up vengono esposti come se fossero prodotti appena presi dagli scaffali di un piccolo market di Seoul.

L’idea progettuale nasce da una contaminazione.
Invece di costruire un negozio beauty tradizionale, abbiamo utilizzato alcuni degli elementi più riconoscibili dei Korean convenience store e ne abbiamo cambiato completamente il contenuto.
Gli scaffali vengono disegnati come grandi frigoriferi espositivi: cornici arrotondate, illuminazione integrata, superfici chiare e prodotti ordinati in sequenze molto dense.
Quello che normalmente conterrebbe bevande, snack o prodotti freschi diventa così un sistema per raccontare la skincare routine Yepoda.
Il linguaggio è volutamente familiare.
Solo che dentro il frigo non ci sono bibite.
Ci sono sieri, creme, maschere e cushion.
Uno degli elementi più ironici del progetto è posizionato direttamente in vetrina.
Il classico freezer orizzontale dei gelati viene reinterpretato come esposizione per i cushion Yepoda.
Il gesto è lo stesso del convenience store: ci si avvicina, si guarda dall’alto e si sceglie.
Ma il prodotto cambia completamente.
Il banco diventa così contemporaneamente tester station, display e elemento scenografico della vetrina.
Un oggetto normalmente associato al food retail entra nel beauty e crea immediatamente una piccola sorpresa.
È proprio questa ambiguità a rendere il concept leggibile anche da chi attraversa velocemente la stazione.
Anche il sistema espositivo riprende volutamente quello dei piccoli alimentari.
Le cassette impilabili, nel colore rosa del brand, diventano contenitori per maschere e altri prodotti Yepoda.
Il prodotto non viene semplicemente allineato su uno scaffale: viene raccolto, impilato e organizzato come merce di un piccolo market.
I colori dei packaging entrano così direttamente nella composizione dello spazio.
Rosa, lilla, verde, azzurro e giallo costruiscono una navigazione intuitiva e molto visiva.
Alcuni prodotti fisici vengono inoltre ingranditi e rigraficizzati, trasformandosi in elementi di comunicazione e orientamento.
Il packaging non è più soltanto ciò che viene acquistato.
Diventa parte dell’architettura del negozio.
Anche il pavimento parte da un’immagine quotidiana.
Un pattern a scacchi nei colori pastello attraversa l’intero temporary e rafforza la sensazione di essere entrati in un piccolo convenience store reinterpretato.
Non serve costruire una scenografia letterale della Corea.
Bastano alcuni segnali molto precisi.
Le cassette.
I frigoriferi.
Il pavimento.
I neon.
La densità del prodotto.
Messi insieme, questi elementi fanno percepire immediatamente un immaginario diverso dal beauty store tradizionale.
Bologna Centrale è un luogo veloce.
Le persone non arrivano necessariamente per fare shopping: stanno andando da qualche parte.
Per questo il progetto deve riuscire a spiegarsi in pochi secondi.
La grande apertura vetrata mantiene il temporary completamente visibile dal passaggio, mentre il rosa Yepoda crea una presenza immediatamente riconoscibile all’interno dell’architettura storica della stazione.
All’interno, invece, la distribuzione è semplice e intuitiva.
Prodotti, tester e categorie devono poter essere compresi rapidamente anche durante una sosta breve tra un treno e l’altro.
Il convenience store diventa quindi non soltanto un riferimento estetico, ma anche un riferimento funzionale: entrare, capire, scegliere, uscire.
Yepoda racconta ufficialmente il temporary come un’esperienza pensata per rendere il K-Beauty semplice, giocoso e facile da scoprire. Il brand ha scelto uno degli snodi ferroviari più importanti italiani proprio per avvicinare questa esperienza a un pubblico molto ampio e dinamico.
Per 23Bassi il progetto diventa così un piccolo esercizio di traduzione culturale.
Non copiare un convenience store coreano.
Ma riconoscerne i codici più interessanti e utilizzarli per costruire un nuovo format beauty.
Il frigorifero diventa display.
Il freezer diventa tester.
La cassetta della frutta diventa espositore.
Il packaging diventa segnaletica.
E per qualche minuto, tra un binario e l’altro, Bologna sembra un po’ più vicina a Seoul.
Photo: courtesy by Yepoda.
Il progetto nasce dall’evoluzione del progetto fatto per Yepoda a Sephoria a Milano
Qui trovi l’articolo sul progetto di Beauty Biz
Qui invece trovi l’articolo sul sito Yepoda
