Dietro il portone di un palazzo milanese, dove prima si trovava un magazzino industriale, nasce Casa Archi: una villa urbana di nuova costruzione progettata da 23Bassi intorno a un giardino privato.
Oltre 600 metri quadrati in cui architettura, interior design, tecnologia e paesaggio sono stati sviluppati come parti di un unico progetto.
Il suo elemento più evidente è anche quello da cui prende il nome: 24 grandi archi alti 3,40 metri, che scandiscono la facciata affacciata sul giardino e costruiscono il ritmo dell’intero edificio.
Un riferimento all’architettura classica, ma senza nostalgia. Gli archi diventano grandi aperture contemporanee, portano la luce in profondità negli ambienti e creano una relazione continua tra casa e verde.
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Casa Archi è stata progettata disponendo gli ambienti principali lungo il perimetro della proprietà e lasciando al centro un grande spazio aperto.
Il risultato è una casa costruita intorno al proprio giardino.
Living, cucina, sala da pranzo e camere si affacciano sul verde attraverso le grandi finestre ad arco, mentre la facciata bianca costruisce una quinta quasi astratta sulla quale le ombre degli alberi e delle essenze del tetto cambiano continuamente durante la giornata.
Al piano terra uno dei volumi si protende verso il giardino formando un bovindo che accoglie la zona pranzo della cucina.
Lo stesso volume prosegue al piano superiore e determina la geometria della master bedroom ottagonale: uno spazio costruito intorno alle grandi aperture ad arco e affacciato direttamente sul verde.
Dietro alla pulizia della facciata si nasconde una parte importante del progetto: quella tecnologica.
La struttura principale dell’edificio è in calcestruzzo armato, mentre l’involucro esterno è stato realizzato attraverso una facciata a secco, studiata come un sistema integrato e non come una semplice finitura.
Le grandi finestre sono realizzate con profili in acciaio e integrano sistemi di oscuramento a veneziana orientabile Griesser.
Serramento, schermatura solare e isolamento sono coordinati attraverso un monoblocco inserito direttamente nel pacchetto dell’involucro.
La tecnologia viene quindi nascosta dentro l’architettura.
Un principio che attraversa tutta Casa Archi: impianti, domotica, ventilazione meccanica e sistemi di controllo della luce sono presenti ovunque, ma quasi mai visibili.
Se all’esterno sono gli archi a dare il ritmo alla casa, all’interno è la sezione verticale a costruire alcuni degli spazi più sorprendenti.
La sala da pranzo è un ambiente a doppia altezza, quasi otto metri, pensato come uno dei fulcri della zona giorno.
Al piano superiore un ponte sospeso attraversa il vuoto e conduce verso la master bedroom, creando punti di vista continuamente diversi sugli ambienti sottostanti.
Lo spazio domestico non viene quindi letto solo attraverso la pianta, ma anche in verticale: affacci, doppi volumi e passaggi costruiscono una sequenza di prospettive che cambia mentre si attraversa la casa.
Anche l’arte entra direttamente nel progetto. Le dimensioni di alcune opere già appartenenti ai proprietari hanno contribuito a determinare le proporzioni degli spazi, trasformando l’architettura in una cornice progettata intorno alla vita e alle passioni di chi la abita.
La scala principale è uno degli elementi più complessi della casa.
È stata realizzata in opera in cemento armato, con una geometria curva che sale verso il grande lucernario in copertura, ed è completata da un parapetto continuo in acciaio.
Qui il progetto ha dovuto confrontarsi direttamente con la costruzione: geometria, struttura e percezione visiva sono state corrette e messe a punto durante il cantiere, perché nella curva ogni gradino è differente dal successivo.
Più che un semplice collegamento tra due piani, la scala diventa quindi un vero elemento architettonico e scultoreo.
Nella zona giorno il pavimento in granigliato alla veneziana crea una superficie continua e luminosa che accompagna living, sala da pranzo e cucina.
Su questo fondo neutro entrano materiali più caldi, ottone, legno, vetro, tessuti e opere d’arte.
La cucina è organizzata intorno a una grande isola ed entra nel bovindo attraverso la zona pranzo, dove le finestre trasformano il tavolo quasi in un elemento del giardino.
Gli arredi, le boiserie e molti elementi architettonici sono stati disegnati o selezionati insieme alla casa, evitando una separazione netta tra progettazione dell’edificio e interior design.
Perché in una casa costruita da zero anche l’interno deve iniziare molto prima della scelta dei mobili.
Il verde non termina al piano terra.
La copertura diventa un tetto giardino, parte integrante del progetto dell’edificio. Alcune essenze raggiungono il bordo della facciata e ricadono verso il basso, ammorbidendo nel tempo la geometria bianca dell’architettura.
Il giardino privato al centro della corte e quello in copertura diventano così due differenti livelli dello stesso paesaggio.
Uno si vive.
L’altro si intravede dall’esterno, mentre lentamente scende sulla casa.
Casa Archi nasce da questo equilibrio: un’architettura dalle proporzioni importanti ma pensata per la vita quotidiana, una tecnologia molto sofisticata che cerca di non farsi vedere, un linguaggio classico reinterpretato senza copiarlo.
Ventiquattro archi, un giardino nel cuore di Milano e una casa progettata, letteralmente, dall’involucro fino all’ultimo dettaglio.
La casa è stata pubblicata dalla rivista AD in questo articolo
