Il modo migliore per imparare i fondamenti della skincare coreana è a scuola
Nel cuore di Covent Garden, a Londra, ha preso vita il primo capitolo di un progetto itinerante che unisce estetica, storytelling e innovazione retail. Si tratta del pop-up store di Yepoda, brand di skincare ispirato alla filosofia e ai rituali della K-Beauty, che ha scelto 23Bassi per disegnare e progettare un’esperienza completamente immersiva all’interno di un bus trasformabile. Un vero e proprio spazio modulare, itinerante, capace di aprirsi e reinventarsi tappa dopo tappa, adattandosi ai contesti urbani e portando con sé un linguaggio fortemente riconoscibile.
Il filo conduttore del progetto è la Yepoda Academy, un’idea narrativa che gioca con l’immaginario collettivo delle scuole superiori coreane, reinterpretandolo in chiave pop, ironica e altamente instagrammabile. L’ispirazione arriva direttamente dai teen drama sudcoreani, dai banchi ordinati agli armadietti colorati, fino agli angoli del bagno scolastico, diventati veri e propri set per shooting e momenti di condivisione.
Il nostro lavoro ha trasformato questo racconto in un’esperienza fisica coerente, coordinata e multisensoriale, dove ogni angolo è pensato per essere fruito, vissuto e condiviso. L’obiettivo era creare uno spazio fortemente identitario, in cui le persone potessero non solo scoprire i prodotti, ma vivere in prima persona il mondo Yepoda.
Il primo elemento distintivo di questo pop-up è il mezzo stesso: un bus che si apre lateralmente e si espande, trasformandosi in un piccolo store su ruote. Grazie a un sistema meccanico di apertura e allestimento interno, in pochi minuti l’autobus diventa un ambiente retail completo, con diverse aree tematiche suddivise per funzione. Questo approccio permette massima flessibilità e un impatto scenico importante, ideale per contesti dinamici come quello londinese.
La palette cromatica – dominata da toni caldi come arancio, pesca, rosa e menta – è stata studiata per riflettere l’identità visiva del brand e favorire un’illuminazione uniforme e valorizzante per pelle e prodotti. Ogni superficie, oggetto e finitura è stata selezionata per stimolare la curiosità, migliorare l’esperienza sensoriale e incentivare la condivisione social.
Il progetto si articola in diverse zone funzionali, tutte ispirate a luoghi chiave dell’ambiente scolastico, rielaborati con ironia e attenzione al dettaglio:
Photo Booth – Il bagno scolastico
Non un semplice angolo selfie, ma un ambiente progettato come una vera e propria “toilette” scolastica coreana. Qui i visitatori trovano lavandini gemelli, specchi decorati con frasi motivazionali (“You look Yepoda!”), piastrelle rosa e grafiche adesive in stile sticker book. Un ambiente volutamente naïf, perfetto per scattare foto e sentirsi parte di una scena da K-drama.
Display prodotto – Gli armadietti scolastici
L’esposizione dei prodotti avviene attraverso veri e propri locker, gli iconici armadietti metallici tipici delle scuole. Ogni anta è decorata con sticker, scritte e grafiche personalizzate che richiamano city name, personaggi e claim beauty. Gli armadietti sono pensati non solo per contenere i prodotti, ma per narrare piccole micro-storie all’interno dell’esperienza Yepoda.
Tinted test – I banchi di scuola
Al centro dello spazio si trovano tavoli che riprendono le linee semplici dei banchi scolastici, dotati di specchi e sedute coordinate. È qui che avviene la parte più interattiva dell’esperienza: il testing dei prodotti. I visitatori possono provare le diverse referenze, confrontare texture e colori, osservare gli effetti sulla pelle. I prodotti sono disposti in modo ordinato, con etichette e istruzioni che guidano la scoperta passo dopo passo.
Cattedra e lavagna – L’angolo Skin Analyzer
Uno degli elementi più tecnologici del pop-up è il punto dedicato allo Skin Analyzer, uno strumento digitale che analizza la pelle per suggerire la routine di skincare più adatta. Abbiamo deciso di posizionarlo su una sorta di “cattedra”, con una lavagna grafica che spiega il funzionamento del dispositivo e introduce le diverse routine di trattamento firmate Yepoda.
Zona studio – Il momento relax
Accanto all’area test, è stata allestita una piccola study area con tavolini e sedute, pensata per offrire un momento di pausa, conversazione o consultazione più approfondita dei prodotti. La presenza di specchi e accessori da trucco richiama ancora una volta il mondo scolastico, ma lo eleva a un momento beauty-intimo, quasi domestico
Distribuzione e vendita – La “cartoleria” beauty
Il punto vendita vero e proprio è stato progettato come se fosse una cartoleria colorata, con scaffalature pastello e volumi geometrici pieni di confezioni. Una zona finale, ordinata e funzionale, dove completare l’acquisto o raccogliere informazioni sulle prossime tappe del pop-up tour.
In un’epoca in cui il retail fisico è sempre più chiamato a farsi esperienza, storytelling e relazione, il pop-up Yepoda risponde a tutte queste esigenze. Lo fa con un linguaggio coerente, accessibile, inclusivo e visivamente potente, capace di parlare a un pubblico giovane, internazionale e digitalmente connesso.
Ogni elemento è stato pensato per essere parte di un racconto coerente, dove estetica, funzione e identità si incontrano per creare uno spazio che è al tempo stesso negozio, scuola, playground e set fotografico.
La tappa di Covent Garden è solo l’inizio di un tour che porterà la Yepoda Academy in altre città europee, sempre a bordo di questo bus trasformista, sempre con lo stesso spirito brillante, ironico e iper-contemporaneo.
Il pop up è il primo per yepoda a Londra. Il primo pop up in assoluto realizzato dal brand è stato quello di Milano . Il pop up è stato aperto in contemporanea con il nuovo flagship store di Milano, progettato sempre da 23bassi
Fotografie: Courtesy Yepoda