More is iconic.
Nel cuore pulsante di Roma prende vita il terzo punto vendita Veralab, un nuovo spazio firmato dallo studio 23Bassi che fonde il linguaggio contemporaneo del beauty retail con la forza evocativa della storia. Dopo il flagship di via Tomacelli e il pop-up store alla Stazione Termini, il brand di Cristina Fogazzi — simbolo di innovazione, inclusività e cura della pelle — inaugura un nuovo store che si distingue per la sua capacità di dialogare in modo profondo con il contesto architettonico e culturale in cui è inserito.
Elemento centrale del progetto è il rispetto del genius loci, che si manifesta attraverso il recupero e la valorizzazione delle mura originarie del locale, lasciate volutamente a vista. Le stratificazioni materiche, con i loro segni del tempo, diventano parte integrante dell’identità visiva dello store. Queste superfici ruvide e autentiche fanno da contrappunto al concept Veralab, fortemente caratterizzato da toni accesi, superfici lisce e materiali industriali come la lamiera forata. Il contrasto tra antico e contemporaneo genera un equilibrio visivo potente e distintivo, trasformando lo spazio in un’esperienza immersiva e multisensoriale.
Appena varcata la soglia dello store, il visitatore viene accolto in una prima sala scandita da quattro ampie nicchie ad arco, che reinterpretano in chiave retail l’architettura storica del locale. Queste cavità murarie ospitano gli iconici arredi in lamiera forata tipici del format Veralab, e sono sormontate da lightbox retroilluminati a forma di arco, perfettamente integrati nel linguaggio curvilineo dell’ambiente. Il layout è pensato per valorizzare la simmetria dello spazio, guidando lo sguardo verso il cuore prospettico dello store.
In fondo al negozio, in posizione centrale e scenografica, campeggia l’opera al neon “ROMA AMOR” dell’artista Nico Vascellari, scelta personalmente da Cristina Fogazzi. Il doppio significato dell’anagramma “Roma-Amor” diventa un manifesto visivo dell’intero progetto: un tributo alla città eterna e al sentimento autentico che lega il brand alla sua community.
L’opera non è solo decorativa, ma viene valorizzata e incorniciata da un portale luminoso a LED rosa, che funziona come dispositivo prospettico e architettonico. Questo portale è un segno contemporaneo che cattura l’attenzione, creando un climax visivo lungo tutto l’asse del negozio, e donando coerenza tra impianto storico e concept di brand.
Lo store si sviluppa secondo le logiche dell’esperienza immersiva, elemento fondante dell’identità retail di Veralab. Anche in questo progetto non mancano i corner più rappresentativi del format: a partire dalla colonna della doppia detersione, rivisitata in una nuova versione semi-laterale. Invece di trovarsi al centro dello spazio, la colonna è ora addossata a uno specchio, ma grazie all’effetto riflettente mantiene la percezione di un oggetto scultoreo completo, enfatizzando l’idea di rifrazione e moltiplicazione visiva.
Come in altri store, torna anche il corner “Let’s Play”, che invita le clienti a restituire i flaconi usati in cambio di una sorpresa. Un gesto semplice che racconta l’impegno del brand per la sostenibilità, trasformato in un piccolo gioco: il canestro rosa diventa simbolo di economia circolare e partecipazione attiva.
Ogni dettaglio dell’interior è studiato per essere al tempo stesso funzionale, identitario e instagrammabile: dai display modulari, agli specchi retroilluminati, fino alle sedute da make-up studio che confermano l’idea di un beauty store vissuto come laboratorio, luogo d’incontro e racconto di sé. La palette cromatica — dominata dal rpantone roadmine Veralab — entra in dialogo con la matericità grezza delle pareti, mentre la pavimentazione a griglia rosa contribuisce a generare un effetto scenografico fortemente riconoscibile.
Il progetto di 23Bassi non si limita a realizzare un punto vendita, ma costruisce un ambiente che racconta l’identità Veralab in ogni sua sfumatura: dalla missione valoriale alla cura per il dettaglio, dal coinvolgimento emotivo al rispetto per il contesto urbano. Questo nuovo store romano si inserisce così nella mappa della bellezza contemporanea come uno spazio ibrido tra arte, retail e narrazione personale, ribadendo la capacità del brand di sorprendere e innovare, senza mai perdere il contatto con il suo pubblico.
Fotografie: Eleonora Proietti