Una casa a Milano, che potrebbe essere a Tokyo
Wabi Sabi. Wikipedia alla definizione di Wabi Sabi cita:
Wabi-sabi (侘寂?) costituisce una visione del mondo giapponese, o estetica, fondata sull’accettazione della transitorietà e dell’imperfezione delle cose.
Nel cuore di Milano, un piccolo appartamento si trasforma in un luogo capace di accogliere, adattarsi e sorprendere. Casa Wabi Sabi nasce dall’idea di coniugare la leggerezza dell’abitare contemporaneo con la poesia degli interni giapponesi essenziali. Il progetto firmato da 23Bassi è un esercizio di misura, proporzione e flessibilità, in cui ogni elemento è pensato per dialogare con lo spazio e non semplicemente per riempirlo.
L’appartamento si sviluppa attorno a un grande spazio centrale, luminoso e accogliente, in cui convivono funzioni differenti: cucina, zona giorno, area pranzo e uno spazio per gli ospiti. La chiave di questa fluidità sta nella capacità di trasformare l’ambiente attraverso elementi mobili e arredi su misura.
La cucina scompare dietro ampie pareti scorrevoli realizzate in legno e carta di riso, reinterpretando in chiave contemporanea il concetto di shōji giapponese. Quando chiusa, la parete restituisce un volume pulito e continuo; quando aperta, rivela uno spazio operativo essenziale e luminoso, perfettamente integrato nell’insieme.
Allo stesso modo, una parte della parete attrezzata ospita un letto singolo ribaltabile che, con un semplice gesto, trasforma la zona giorno in una stanza per gli ospiti. Questa flessibilità è il cuore del progetto: ambienti che si modificano e si adattano alle esigenze della vita quotidiana, mantenendo intatta la leggerezza percettiva.
La falegnameria, interamente realizzata da Plinio il Giovane Milano, è protagonista dello spazio. Le essenze naturali del legno disegnano i volumi, scandiscono i passaggi e danno calore agli interni. Librerie, pannelli scorrevoli, strutture integrate e piani di lavoro diventano un unico sistema coerente, capace di dare identità allo spazio senza mai appesantirlo.
Il progetto lavora sull’idea di sottrazione e armonia. I materiali naturali e le superfici pulite esaltano la luce, che diventa un elemento architettonico a tutti gli effetti. Le tonalità calde del legno dialogano con il bianco delle pareti e degli arredi fissi, creando un equilibrio visivo pacato e accogliente. Ogni dettaglio — dalla mancanza di elementi superflui, alla semplicità delle linee — rimanda alla filosofia wabi sabi: bellezza imperfetta, essenzialità, tempo che scorre e si sedimenta nelle cose.
Gli arredi su disegno, realizzati su misura, rafforzano l’idea di uno spazio unitario e coerente. Tavoli, scaffalature, sedute e armadiature non sono oggetti aggiunti, ma parte integrante dell’architettura. Così, l’appartamento diventa un organismo unico, in cui struttura e arredo si fondono per creare un ambiente intimo, flessibile e autentico.
Casa Wabi Sabi non è solo una ristrutturazione: è una riflessione sull’abitare contemporaneo, sull’importanza di spazi che sappiano evolversi con chi li vive, che accolgano e accompagnino gesti quotidiani senza imporsi. È una casa che invita al silenzio e alla calma, alla qualità dei materiali e della luce, alla bellezza della semplicità.