Italian Landscape

Sassuolo

2023

Quanto bisogna guardare un’architettura prima di riuscire a ridurla a pochi segni?

Italian Landscape, collezione in gres porcellanato disegnata da 23Bassi per Ceramica Fioranese, nasce da questa domanda.

Il progetto continua una ricerca che attraversa da tempo il lavoro di 23Bassi: osservare il patrimonio italiano non per riprodurlo, ma per isolarne geometrie, ritmi, colori e proporzioni e trasformarli in qualcosa di nuovo.

Questa volta il supporto è la ceramica.

Architetture e paesaggi vengono scomposti fino a diventare pattern modulari da utilizzare liberamente su pavimenti e pareti. Una superficie può così contenere il ricordo di una facciata rinascimentale, di un pavimento monumentale o persino della forma lasciata dall’acqua tra due pareti di roccia.

Non una cartolina dell’Italia.

Un paesaggio da ricostruire ogni volta.

L’architettura italiana diventa superficie

IL PROGETTO

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LANDMARK TO PATTERN Un Duomo entra in una piastrella senza diventare una cartolina.

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3 PLACES. ENDLESS LANDSCAPES. Firenze, Siena e L’Aquila diventano matrici da ricombinare liberamente.

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TILES ARE NOT JUST TILES Matrice, colore e disegno trasformano una finitura in uno strumento di progetto.

Una collezione di piastrelle Fioranese ispirata a tre città italiane

La prima collezione di piastrelle in grès porcellanato nata dalla collaborazione tra Ceramica Fioranese e 23bassi. Italian Landscape parte da un’idea precisa: trasformare il patrimonio architettonico e paesaggistico italiano in motivi grafici da reinterpretare sulla superficie ceramica. Tre città del centro Italia — Firenze, L’Aquila e Siena — diventano la matrice di quattro soggetti decorativi, accompagnati da cinque fondi a tinta unita dalla texture cementizia, in formato 20,5×20,5 cm con finitura matt. Una palette dai toni caldi e polverosi e fughe colorate aprono a infinite combinazioni progettuali.

Tre luoghi, tre modi di guardare

La collezione parte da tre luoghi del Centro Italia: Firenze, L’Aquila e Siena.

Due sono architetture iconiche. Il terzo è un paesaggio naturale.

Secondo il catalogo Fioranese, sono proprio “due architetture iconiche” e “uno scenario naturalistico” a generare le matrici grafiche della collezione.

Firenze: Santa Maria del Fiore diventa geometria

A Firenze il punto di partenza è Santa Maria del Fiore.

La facciata del Duomo è costruita attraverso una straordinaria alternanza di marmi policromi, figure geometriche e motivi floreali. È proprio da questo patrimonio decorativo che abbiamo estratto una nuova grammatica.

Cerchi e quadrati si incontrano e si rincorrono nei diversi moduli, perdendo progressivamente il riferimento figurativo e diventando pura composizione.

Fioranese descrive i quattro pattern Firenze come forme che nascono quasi come finestre e possono poi essere ricomposte in schemi rigorosi oppure in geometrie molto più libere.

La classicità rimane.

Ma diventa contemporanea.

L’Aquila: progettare con un paesaggio

Per L’Aquila il processo cambia completamente.

La matrice non viene costruita dall’uomo, ma dalla natura: le Gole di Aielli-Celano, nell’Appennino centrale.

Qui pareti rocciose alte fino a circa 200 metri si avvicinano fino a lasciare tra loro una sottile fessura. È questa sezione naturale, modellata dall’acqua e dal tempo, a diventare il segno grafico.

Una linea stretta attraversa le piastrelle, accompagnata da colori freddi e vegetali.

Ruotando il modulo in direzioni diverse, la stessa forma genera composizioni più dense o più rarefatte.

Un paesaggio tridimensionale diventa così una matrice bidimensionale.

E poi torna nello spazio.

Siena: il pavimento torna pavimento

Nel Duomo di Siena il riferimento è quasi perfettamente circolare.

Partiamo da uno dei pavimenti monumentali più straordinari dell’architettura italiana e lo trasformiamo nuovamente in un pavimento.

Ma non copiandolo.

Il sistema di vuoti e pieni, fasce e geometrie viene isolato e tradotto in quattro elementi che possono essere combinati a coppie, tono su tono oppure attraverso forti contrasti cromatici.

È un piccolo cortocircuito progettuale:

un pavimento storico diventa pattern, il pattern diventa piastrella e la piastrella torna a costruire un pavimento nuovo.

Non una decorazione, ma un sistema

La parte più interessante di Italian Landscape per noi non è il singolo decoro.

È ciò che succede quando i moduli iniziano a essere combinati.

La collezione è costruita per lasciare molta libertà al progettista. Fioranese individua infatti tre possibili modalità di utilizzo: Matrice, Disegno e Colore.

La matrice permette di ripetere il pattern e costruire superfici continue.

Il disegno consente invece di utilizzare le piastrelle quasi come pixel, progettando tappeti, boiserie, fasce, zoccoli e cornici su misura.

Il colore può infine diventare protagonista autonomo attraverso campiture tono su tono o composizioni a contrasto.

La piastrella smette quindi di essere soltanto un materiale di finitura.

Diventa uno strumento di progetto.

Cinque colori per costruire nuovi paesaggi

Ai decori si affiancano cinque fondi a tinta unita dalla texture cementizia:

Pesca, Terracotta, Cielo, Muschio e Oltremare.

Tutta la collezione è proposta nel formato 20,5 × 20,5 cm, con finitura matt, in gres porcellanato. Fioranese la propone per pavimenti e rivestimenti sia in ambito residenziale sia commerciale.

Anche la fuga entra nel progetto.

Può accompagnare cromaticamente la superficie oppure creare un nuovo contrasto e diventare essa stessa parte della composizione. Il catalogo dedica infatti particolare attenzione proprio all’utilizzo delle fughe colorate come ulteriore elemento progettuale.

Dal monumento alla materia

Italian Landscape racconta bene il nostro modo di affrontare il product design.

Partire dall’architettura.

Guardarla.

Scomporla.

Capire quali sono gli elementi senza i quali smetterebbe di essere riconoscibile.

E poi dimenticarne quasi l’origine, lasciando che quei segni diventino qualcos’altro.

Santa Maria del Fiore diventa cerchi e quadrati.

Una gola nell’Appennino diventa una linea.

Il pavimento del Duomo di Siena diventa una matrice.

Il patrimonio italiano non viene riprodotto, viene rimesso in circolo.

Italian Landscape è anche il pavimento di Yepoda Haus a Milano 

Dati tecnici essenziali

Design: 23Bassi
Produzione: Ceramica Fioranese
Art Direction: Ikos
Materiale: gres porcellanato body-color
Formato: 20,5 × 20,5 cm
Spessore: 10 mm
Finitura: matt / naturale
Palette: Pesca, Terracotta, Cielo, Muschio, Oltremare
Destinazioni: pavimento e rivestimento, residenziale e commerciale.

Trovi qui il link al sito di Ceramica Fioranese in cui puoi scoprire tutte le potenzialità della collezione Italian Landscape

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