Con la Cultura si mangia

Milano

2020

Nata con il lancio di 23Bassi Home, l’e-commerce dedicato all’home decor progettato dallo studio, Con la cultura si mangia è la prima collezione di tableware disegnata da 23Bassi.

L’architettura italiana, servita in tavola

IL PROGETTO

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EAT YOUR ARCHITECTURE Pantheon, Duomo e Giotto: questa volta l’architettura finisce davvero nel piatto.

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6 CITIES. 18 PLATES. Un piccolo Giro d’Italia da apparecchiare.

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MADE IN ITALY, INSPIRED BY ITALY Disegnati, prodotti e soprattutto ispirati qui.

Il progetto nasce in un momento particolare. Nel 2020, quando viaggiare era diventato improvvisamente impossibile, abbiamo cercato un altro modo per continuare a farlo.

Partendo dall’Italia.

E dalla sua architettura.

L’idea è semplice: prendere alcuni frammenti del patrimonio artistico italiano e portarli fuori dai musei, dalle chiese e dai monumenti per farli entrare in uno dei luoghi più quotidiani e conviviali della casa: la tavola.

Non riproduzioni in miniatura e nemmeno souvenir.

Le architetture vengono osservate, ridisegnate, scomposte e trasformate in pattern contemporanei.

Perché, almeno secondo noi, con la cultura si mangia. E anche comodi.

Un Giro d’Italia in tre piatti

La prima collezione è costruita come un viaggio attraverso sei luoghi italiani: Milano, Padova, Roma, Perugia, Sammezzano e Palermo.

Ogni città diventa un set di tre piatti.

In alcuni casi partiamo da un elemento decorativo e ne estraiamo un pattern. In altri, invece, è l’intera architettura a essere scomposta e trasformata nei tre diversi livelli della mise en place.

Il colore tiene insieme il viaggio: blu profondo, bianco e giallo oro diventano una palette comune capace di far dialogare architetture molto distanti per epoca, linguaggio e geografia.

La pagina attuale di 23Bassi Home conferma le sei matrici della collezione e la definisce proprio come un “Giro d’Italia” costruito attraverso il patrimonio architettonico nazionale.

"(...)23BASSI ha creato una cultura di condivisione. Una vera e propria passione nella decorazione della tavola. L’unione tra arte, cibo e architettura esprime tutte le nostre elevate qualità (tramandate da generazione in generazione e da regione a regione)."

Giada Crivellari Gilt Magazine

Milano: il Duomo sotto il piatto

Per Milano siamo partiti da un elemento che migliaia di persone attraversano senza quasi più guardarlo: il pavimento del Duomo.

I marmi policromi della Cattedrale vengono isolati dalla complessità dell’edificio e trasformati in una composizione geometrica di quadrati, cerchi e campiture.

L’architettura perde peso e diventa grafica.

Un frammento del Duomo arriva sulla tavola senza bisogno di disegnare una guglia.

Padova: cenare sotto un cielo di Giotto

Per Padova lo sguardo si sposta verso l’alto.

La matrice è la volta stellata della Cappella degli Scrovegni: il cielo blu dipinto da Giotto viene reinterpretato come una superficie profonda punteggiata da piccole stelle dorate.

Un’immagine immediatamente riconoscibile viene ridotta a pochissimi segni.

Roma: il Pantheon si smonta

Roma lavora invece direttamente sull’architettura.

Il Pantheon viene idealmente scomposto nei tre piatti: la pianta, la geometria della pavimentazione e l’oculus diventano elementi differenti dello stesso servizio.

La pagina 23Bassi dedicata alla collezione racconta proprio questo meccanismo: il piatto maggiore sintetizza la struttura del Pantheon, gli altri elementi lavorano sulla pavimentazione policroma e sull’oculus della cupola.

È forse il set che spiega meglio il principio dell’intera collezione.

Non mettere un monumento su un piatto.

Trasformare il monumento nel piatto.

Perugia: una fontana diventa geometria

Lo stesso principio viene applicato alla Fontana Maggiore di Perugia.

L’architettura medievale viene osservata dall’alto, semplificata e ricomposta attraverso cerchi concentrici, punti e profili.

La complessità dell’oggetto costruito si trasforma in segno grafico.

Ancora una volta, i tre formati permettono di leggere lo stesso soggetto a scale diverse, come se la tavola diventasse una piccola pianta di architettura.

Sammezzano: l’ornamento senza paura

Il Castello di Sammezzano, con la sua straordinaria sovrabbondanza decorativa, porta invece il progetto nella direzione opposta.

Qui non abbiamo cercato di togliere l’ornamento.

Lo abbiamo usato.

Motivi geometrici, zig-zag e forme dell’architettura eclettica del castello vengono isolati e trasformati in pattern dal ritmo quasi tessile.

Il risultato è forse il set più grafico della collezione: un’architettura estremamente complessa ridotta a un sistema di segni ripetibili.

Palermo: il chiostro diventa pattern

Con Palermo il viaggio arriva al chiostro di Santa Caterina.

Anche qui un dettaglio decorativo viene estratto dal proprio contesto e trasformato in un motivo seriale contemporaneo.

È una delle idee alla base di tutto 23Bassi Home: l’Italia è piena di decorazioni straordinarie che vediamo continuamente e che, proprio per questo, spesso smettiamo di osservare.

Il progetto prova semplicemente a farcele vedere di nuovo.

Dall’architettura all’oggetto

La scala cambia, ma il modo di progettare rimane molto simile.

Anche davanti a un piatto lavoriamo per proporzioni, ritmo, colore, pieni e vuoti.

Ogni decoro nasce da una ricerca iconografica sull’architettura originale, viene ridisegnato e infine adattato alle diverse dimensioni degli oggetti.

Il comunicato stampa originale raccontava proprio questo passaggio: guglie, geometrie, marmi e pitture vengono tradotti in elementi di decorazione contemporanea; i prodotti erano inoltre pensati e realizzati in Italia insieme ai produttori selezionati da 23Bassi.

I piatti sono realizzati in grès Made in Italy. 23Bassi Home racconta anche il processo produttivo: lavorazione dell’argilla, pressatura a stampo, rifiniture manuali e produzione affidata a un’azienda italiana del distretto ceramico tra Pesaro e Urbino.

Viaggiare restando a casa

Forse il momento in cui è nata la collezione ne spiega bene anche il significato.

Durante il 2020 il viaggio, che aveva sempre alimentato il lavoro dello studio, si era fermato. In un’intervista successiva abbiamo raccontato quell’anno come un momento quasi “catartico”: da casa potevamo continuare a viaggiare attraverso l’architettura.

Così il Pantheon è arrivato sul tavolo.

Il cielo di Giotto è diventato un piatto.

La Fontana Maggiore è stata smontata e ricomposta.

E un dettaglio di pavimento che normalmente calpestiamo guardando altrove è diventato qualcosa su cui apparecchiare la cena.

Dal cucchiaio alla città, in fondo, il passo è breve.

Qui una carrellata di alcuni articoli su i nostri piatti e su 23bassihome:

Gucki

La casa in ordine

Design Tellers

Gilt Magazines

Jessica Lo Vivo

Grazia

Fashion Network

Altri progetti

Chiara Andrea

Parla con Chiara
e Andrea