Monday Moodboard #62 – il design ecosostenibile

Dal riuso creativo, all’utilizzo di materiali biodegradabili: l’abitare è sempre più sostenibile.

Quali sono le condizioni per cui un oggetto possa essere definito eco sostenibile? Riduzione, riuso e riciclo, montaggio-smontaggio-autocostruzione, uso di energie pulite e rinnovabili, riduzione delle emissioni nocive, scelta dei materiali, analisi, certificazione del prodotto queste alcune delle parole chiave del design perché possa essere definito sostenibile. L’obiettivo del design sostenibile è l’eliminazione o la riduzione degli effetti negativi sull’ambiente nella produzione industriale, attraverso una progettazione attenta alle tematiche ambientali e per questo le aziende utilizzano un materiale riciclato o facilmente riciclabile, in modo che la produzione non abbia impatto sulle risorse naturali esistenti e lo smaltimento del prodotto alla fine del ciclo di vita non danneggi l’ambiente. Nella moodboard di oggi vi presentiamo cinque oggetti che rappresentano l’arte dell’eco-sostenibilità .

 

Il mosaico micro, la materia e la sua relazione con i luoghi del vivere, sono i contenuti di questo progetto che offre un nuovo equilibrio tra uomo e natura. Il vetro scartato, buttato, reso polvere e unito all’acqua, usata come unico collante, si rivela materia da plasmare. Prende nome dalle qualità del prodotto: mosaico e micro. La polvere di vetro, ricavata da vecchi monitor di tv e pc dismessi, viene modellata fino ad ottenere tessere di mosaico “micro” e con le sue dimensioni e il suo esiguo peso, garantiscono basse emissioni di CO2, diminuendo i tempi di cottura in produzione e diventando anche un prodotto “leggero” da trasportare.
L’unicità di MM sta anche nel colore. Ogni tessera è una sfumatura dello stesso tono. Siano toni di blu o rossi, siano toni di grigio o nero. Le tessere unite in fogli riescono a rivestire spazi planari e curvi, senza alcuna interruzione, dando il senso di superficie continua.

 

Gli avanzi prodotti dal taglio dei fogli di quercia bianca vengono ridotti in pezzi e messi in uno stampo in cui viene colata della resina così i designer dello studio Hattern danno forma agli sgabelli Zero For Stool. La produzione dello sgabello utilizza una tecnica ibrida del legno che non genera scarti di lavorazione. Questa tecnica è una combinazione di scarti di legno con resina che viene solidificata dopo essere stata versata in uno stampo.  I rifiuti prodotti dal prodotto sono quasi ridotti allo 0%. Ogni sgabello ha diverse composizioni e caratteristiche. Sono unici grazie all’interessante puzzle realizzato con pezzi di scarto di legno e varie combinazioni di colori della resina traslucida. La collezione mostra una combinazione di mobili di design e di riciclo che è pratico e mostra una nuova bellezza estetica.

 

 

Da Freitag arrivano le nuove borse che promettono di non lasciare traccia dietro di sé. La serie F-abric si serve infatti di un tessuto completamente compostabile, quando sarà giunta l’ora di separarsi dal prodotto F-ABRIC dopo molti anni felici trascorsi insieme, esso non dovrà essere gettato nel bidone dei rifiuti, ma nella compostiera. I prodotti tessili F-ABRIC sono biodegradabili al 100 % – filo delle cuciture e cimose inclusi. In questo modo, il capo ritorna a essere nutrimento per nuove materie prime e il (ri)ciclo ricomincia. Tote bag e shopper sono personalizzabili con tracolle ottenute dai teloni di camion, in una gamma di colori a scelta. I tessuti così creati sono composti dalle fibre vegetali liberiane lino e canapa.

 

 

Per Rivaviva la parola d’ordine è una vita “a impatto zero” che non rinunci alla bellezza. Non solo una scelta a favore dell’ambiente, ma anche della salute di chi vive la casa e i suoi arredi. Il design come frutto di una concezione efficace dei materiali e dell’intelligenza della progettazione. Un design, insomma, «sano, bello e sostenibile». Pone la massima attenzione alla salute e alla sicurezza della persona, progettando arredamenti in perfetto equilibrio tra cultura della salute e filosofia ecologica. Utilizza solo legno massello proveniente da coltivazioni controllate, le cui fasi di lavorazione e di finitura sono improntate al totale rispetto dell’ambiente, e sceglie solo tessuti e imbottiture 100% naturali. Riva controlla il totale del processo produttivo: progettazione e design, selezione e acquisto dei legnami, realizzazione e finitura artigianale.

 

Ultima ma non ultima la lampada Mogura Mini di Artemide realizzata in PET riciclato ottenuto dal recupero delle bottiglie di plastica. Materie di scarto vengo riadattate per creare lampade a risparmio energetico per un’illuminazione eco chic. La lampada crea ombre che usano principi matematici, in 2 o 3 dimensioni ed è percorsa da sottili e bellissime sfumature luminose. Le pieghe inimitabili, che determinano le forme plastiche e la solidità della lampada, sono realizzate con una tecnologia originale. Grazie al materiale riciclato di cui è fatta, che ha una trasparenza luminosa superiore a quella della carta, questa lampada mantiene perfettamente la sua forma senza necessitare di alcuna struttura interna: il processo di piegatura, infatti, crea volumi statuari sufficientemente solidi, che possono essere rimodellati senza problemi. Quando non vengono utilizzate possono essere conservate piegate.

 

Se volete altri spunti su come arredare la vostra casa andate a vedere le nostre Monday Moodboard!